5G e innovazione il cammino è appena iniziato

Meno di un anno fa annunciando l’avvio della sperimentazione 5G all’Aquila, prospettavo le possibili ricadute che questa opportunità avrebbe generato sulla nostra città; oggi con l’inaugurazione del centro di innovazione e ricerca di ZTE quella prospettiva inizia a prendere forma e concretezza. Nel luogo simbolo del boom economico aquilano che per decenni è stato anima e motore dello sviluppo locale, l’apertura di questo centro riaccende una speranza per il futuro.

Una speranza fondata innanzitutto sulla consapevolezza che in questi anni sono state fatte le scelte giuste, investendo sulle infrastrutture digitali e sul capitale umano, fattori oggigiorno decisivi per attrarre investimenti sul territorio. Quella stessa consapevolezza oggi, però, ci deve spingere a fare di più, a stare al passo con le velocissime evoluzioni che l’inarrestabile processo di innovazione a livello globale ci impone, a prefigurare quindi scenari futuri e ad individuare gli strumenti necessari ad affrontare al meglio le sfide di domani.

Se considerassimo l’apertura del centro di ricerca di ZTE come un traguardo raggiunto rischieremmo di decretarne in partenza il fallimento; bisogna costruire piuttosto attorno ad esso un ecosistema che fa dell’innovazione la propria direttrice.

Se considerassimo l’apertura del centro di ricerca di ZTE come un traguardo raggiunto rischieremmo di decretarne in partenza il fallimento; bisogna costruire piuttosto attorno ad esso un ecosistema che fa dell’innovazione la propria direttrice, allargando a tutti i settori la possibilità di farne parte. Bisogna creare cultura dell’innovazione e fare in modo che coinvolga tutto quel universo che rappresenta oggi quelle PMI per le quali l’avanzare della quarta rivoluzione industriale, dell’innovazione tecnologica e dei processi ad essa collegata, rappresenta più una preoccupazione che una opportunità. A loro occorre fornire un sostegno che vada oltre gli incentivi, offrendo competenze in ambito tecnologico, nel modo di organizzare l’azienda, nei processi produttivi, nei nuovi modelli di business. Occorre in altri termini creare un collegamento tra il mondo della ricerca e della formazione, che solo in pochi hanno forza e capacità di sviluppare in house, e il tessuto imprenditoriale, con l’obiettivo di trasferire ad esso tecnologia e know-how senza i quali molte aziende saranno destinate a soccombere di fronte alla crescente richiesta di smart specialization da parte del mercato. Il piano nazionale Industria 4.0 individua gli innovation hub e i competence center quali cinghia di distribuzione di questo processo, strumenti di cui già diverse città italiane si stanno dotando.

La rivoluzione digitale in atto creerà nuove occupazioni e distruggerà molti vecchi mestieri; sappiamo però che, in questa ridistribuzione di lavoro, l’occupazione crescerà nei territori che sapranno investire sulle competenze digitali e si ridurrà in quelli che non le avranno acquisite in maniera adeguata ad affrontare la trasformazione del tessuto produttivo. Solo accrescendo e sviluppando sul territorio le competenze sul 5G, su cui abbiamo un vantaggio competitivo rispetto al resto del paese, e più in generale sull’innovazione ci sarà quindi, qui all’Aquila, la possibilità per ZTE di crescere, per altre realtà tecnologicamente avanzate di insediare una nuova attività e per quelle che già ci sono di aumentare la competitività e ampliare i propri orizzonti.

L’avvio della sperimentazione 5G lancia quindi una nuova sfida, più ambiziosa, quella di fare dell’Aquila un centro di riferimento nazionale per l’innovazione. Ne abbiamo le possibilità e le capacità, non resta quindi che metterci al lavoro.

 

Stefano Palumbo