«Si hortum in biblioteca habes, deerit nihil»
Marco Tullio Cicerone

Allo stato dell’arte, dal punto di vista della forma e del ruolo della città, mi sembra che L’Aquila non possa fare a meno di affrontare cinque grandi questioni, da cui già oggi dipende, e dipenderà, la qualità della vita dei suoi abitanti e la sua stessa capacità attrattiva/educativa/inclusiva, oltre la ricostruzione. Ultima della lista: la sicurezza. Evidentemente non per ordine di importanza ma per ri-abituarci a pensare L’Aquila come giardino in cui coltivare sogni piuttosto che, ossessivamente, come luogo dell’incidente da cui salvarsi la vita.

 

RUOLO DI AREA VASTA

Cosa – centro più rappresentativo del bacino naturalistico, culturale e di ricerca posto in senso alla Y formata, in direzione est-ovest, da A24 ed A25, imponendosi in tal modo anche quale fulcro dell’Appennino Parco d’Europa.

Come – territorio aquilano come “playground of Rome”, con l’attivazione di processi tendenti all’integrazione nella stessa regione romana, sfruttando il traino di visibilità della capitale e fornendo un ventaglio completo di offerta per tutte le stagioni, rispetto alla sempre più variegata domanda turistica e della conoscenza.

Perché – da quando le dinamiche macro-territoriali si sono aperte e ribaltate, privilegiando le fasce costiere e gli attraversamenti vallivi, L’Aquila è entrata in una crisi di ruolo da cui è riuscita a difendersi nei ultimi decenni solo grazie al mantenimento tenace della vocazione direzionale e alla capacità di coltivare alcune eccellenze, a cui si è venuta ad aggiungere e sovrapporre la ricostruzione della stessa città. Serve definire al più presto una attrattività nuova.

Esempi – il sistema territoriale olandese – Randstad Holland – si regge proprio su questa complementarietà tra anello insediato ed area naturale in esso contenuta.

 

NUOVE CENTRALITA’ URBANE

Cosa – nell’ambito di un aggiornamento delle circoscrizioni e di razionalizzazione dei servizi nelle frazioni, prevedere la localizzazione strategica di stazioni intermodali (luoghi di scambi tra diversi sistemi di mobilità) come nuove “piazze” urbane e territoriali (es. piazzale della stazione; rotatorie dell’ospedale, del cimitero, di Bazzano; ecc.) che fungano anche da sistema di liberazione del centro storico dal grosso del traffico automobilistico.

Come – edifici che per forma e materiali sappiano tenere insieme diverse infrastrutture della mobilità e servizi producendo, al tempo stesso, luoghi inediti di naturalità.

Perché – la mobilità è disorganica ed incapace di gestire, di per se, le interferenze tra le diverse infrastrutture, gli spazi interstiziali, così come anche le opportunità che scaturiscono naturalmente dai luoghi dell’attraversamento (e sono anche i luoghi più vivi delle città
contemporanee).

Esempi – la nuova stazione di Piazza Garibaldi a Napoli, in chiave verde e fatte le dovute proporzioni.

QUALITA’ DELLO SPAZIO

Cosa – qualità dei materiali e delle forme; spazi sicuri per i pedoni; ombreggiamento e protezione dalla pioggia; integrazione con la natura.

Come – non asfaltando a raso tutto ma neppure scimmiottando materiali e forme del centro storico, bensì utilizzando i materiali della città contemporanea con maggiore attenzione e cura grazie al progetto, mettendo in opera gli elementi della natura (il viale ed il parcheggio alberato, le siepi divisorie, le scarpate erbose, ecc.), dando delle priorità che scaturiscano da un metodo di scelta non corruttibile, avviando programmi di incentivazione dello spazio “tra” gli edifici ricostruiti.

Perché – l’espansione delle periferie, prima, e l’esplosione insediata post-terremoto, poi, hanno generato una tale quantità di spazi da renderli desolati ed inospitali.

Esempi – regolamenti urbani consultabili online come lo Streetscape Improvements del Department of City Planning della città di New York.

 

CONTAMINAZIONI CON IL CONTEMPORANEO

Cosa – architettura ed arte contemporanea capaci di inserirsi nel contesto urbano preesistente, valorizzandolo.

Come – promozione di eventi annuali sull’architettura e l’arte contemporanea; incentivazione e ricorso sistematico ai concorsi di architettura; commissione edilizia composta da personalità di alto ed indiscusso profilo.

Perché – il forte condizionamento dell’ambiente costruito storico ed alcuni infelici interventi più o meno recenti in centro storico, hanno reso molti aquilani allergici all’architettura (e talvolta anche all’arte urbana) contemporanea. Anche per questo l’intervento del nuovo, in città, viene spesso banalizzato o ridotto al vernacolare. L’architettura e l’arte contemporanea, oltre che educare ad un “bello attualizzato”, devono interrogare e far discutere riguardo la contemporaneità e riguardo il mondo.

Esempi – gli innesti architettonici contemporanei nei pressi o all’interno del centro storico di Urbino e il Museo all’Aperto di Cosenza.

Facoltà di Magistero, Urbino - arch. Giancarlo De Carlo

Facoltà di Magistero, Urbino – arch. Giancarlo De Carlo

SICUREZZA REALE E PERCEPITA

Cosa – garantire standard alti di sicurezza antisismica per gli edifici pubblici; informare ed esercitare la popolazione riguardo gli eventi sismici al fine di poter definire a giusto titolo L’Aquila quale “città sismica più sicura d’Italia”.

Come – tutte le scuole ad indice di vulnerabilità 1; fascicolo del fabbricato con classificazione di risposta sismica; affissione della classe sismica dell’edificio all’ingresso di ogni edificio pubblico e privato della città; diradamento del tessuto del centro storico (es. demolizione scuola De Amicis) per garantire luoghi sicuri ampi ed a breve distanza; stati generali delle costruzioni in zone sismiche.

Perché – gli ultimi eventi sismici hanno dimostrato come ci sia ancora molto da fare affinché la popolazione possa sentirsi ragionevolmente sicura rispetto agli eventi sismici, in parte per delle reali carenze degli edifici ed in parte per impreparazione o traumi psicologici.

Esempi – standard e procedure adottati in Giappone da calarsi nella realtà edilizia e nelle abitudini italiane.

 

A margine due azioni trasversali: cogliere ogni occasione utile per piantare alberi e per attrarre e trattenere i giovani, visto anche il sovrabbondante patrimonio abitativo.

 

Marco Morante, Architetto