Tra il dire e il fare si faccia almeno il possibile

Scuola musp

Mancano pochi giorni all’apertura del nuovo anno scolastico e l’amministrazione Biondi impegnata in campagna elettorale ad infiammare il dibattito sulla sicurezza delle scuole, a dispensare mirabolanti promesse per l’inizio del nuovo anno scolastico, appare oggi ingiustificatamente inerte e silente rispetto ad un problema che la avrebbe dovuta vedere impegnata a tempo pieno sin dal primo giorno. A cercare di svegliarla dal torpore sembra abbia voluto pensarci la terra che ci ha ricordato, la notte scorsa, come non ci è consentito abbassare la guardia.

“La prima azione sarà volta a garantire che TUTTI gli studenti aquilani possano tornare in aule SICURE a settembre” annunciava Biondi pochi giorni prima del ballottaggio.

L’attuale situazione, è corretto precisarlo, parte da lontano con responsabilità diffuse a tutti i livelli, dal capo della protezione civile responsabile nel 2009 dei lavori di riparazione delle scuole fatti senza neanche porsi il problema del livello di sicurezza sismica minimo da raggiungere, al Commissario Chiodi che nel 2011 decise sostanzialmente di escludere l’Aquila dai Comuni destinatari dei 200 milioni di fondi CIPE per la messa in sicurezza degli edifici scolastici regionali, all’amministrazione provinciale virtuosa nel rispetto dei termini di legge per l’individuazione degli indici di vulnerabilità da fare entro il 2013 e latitante da quella data sulle azioni conseguenti, fino ad arrivare all’amministrazione comunale responsabile dei pesanti ritardi accumulati per la ricostruzione delle scuole rese inagibili dal sisma.

Se quindi non è giusto pretendere dall’attuale Sindaco i miracoli (sebbene fosse stato lui a prometterli non più di 3 mesi fa), è invece doveroso chiedere conto su tutto quello che era in suo potere fare in questi mesi e non è stato fatto, ovvero:

  • a. rendere pubblici gli esiti delle verifiche di vulnerabilità sismica sulle prime 10 scuole commissionate dall’amministrazione Cialente (sarebbe stato opportuno farlo prima dell’inizio dell’anno scolastico);
  • b. procedere agli incarichi delle verifiche di vulnerabilità per le restanti scuole comunali (si poteva già fare disponendo dei fondi stanziati in bilancio a tale scopo sempre dall’amministrazione Cialente);
  • c. predisporre un piano attraverso il quale prevedere soluzioni alternative qualora, all’esito delle verifiche, venissero fuori particolari criticità su alcuni degli edifici analizzati.

Proposte:

  1. utilizzare l’edificio recuperato (su isolatori sismici) delle Micarelli per le finalità pre-sisma o per ospitare altri istituti;
  2. trasformare l’edificio inutilizzato di proprietà dell’ADSU nei pressi del centro commerciale L’Aquilone (adeguato sismicamente perché realizzato dopo l’entrata in vigore delle NTC 2008) in un MUSP;
  3. concentrare l’attenzione sulla ricostruzione delle scuole le cui procedure di gara o i lavori sono in fase avanzata (De Amicis, Pettino, Arischia e Dottrina Cristiana) in modo da liberare MUSP in cui far ruotare le altre scuole che andranno successivamente adeguate sismicamente.

“La prima azione sarà volta a garantire che TUTTI gli studenti aquilani possano tornare in aule SICURE a settembre” annunciava Biondi pochi giorni prima del ballottaggio. La campagna elettorale è finita da un pezzo, si ammetta adesso con onestà che il libro dei sogni raccontato per fare incetta di voti (con buona pace di chi ci ha creduto) resterà tale per un bel po’ e si inizi a fare il possibile, almeno quello è un dovere pretenderlo.

 

Stefano Palumbo